Abstract di Andrea Trapani

SCHEDA
Autori: Calabi, Donatella
Titolo: Storia dell’urbanistica europea
Editore: Bruno Mondadori, collana “Sintesi”
Sede: Milano
Anno: [2004] 2004
Genere: manuale di storia dell’urbanistica
Argomento: storia dell’urbanistica dalle origini all’attualità attraverso i suoi temi principali ed i suoi protagonisti e loro proposizioni teorico-applicative in Europa.
Biblioteche: reperibile alla B. Fac. di Architettura di Cesena (inv. 3707, col. DEWEY 711.09 ST CALAD), alla B. Fac. Conservazione Beni Culturali di Ravenna (inv. 13395, col. BIBLIO 711.4094 CALD), alla B. Sala Borsa (inv. BSB 84319, col. S 711 CALAD), alla B. Dip. di Discipline Storiche (inv. 43347, col. PRO 000000005214), alla B. di Discipline Umanistiche (inv. 55200, col. ESAMI OO00 03079).

ABSTRACT

Questo libro offre una sintesi di storia dell’urbanistica attraverso i temi principali che questa ha affrontato e i suoi protagonisti e le loro proposizioni teorico-applicative in alcuni paesi europei. Esso è suddiviso in quattro parti, secondo una successione temporale (dalla metà dell’Ottocento alla Grande guerra, gli anni tra le due guerre, dal secondo dopoguerra agli anni Settanta e da questi alla fine del Novecento), ciascuna delle quali ripartita nei paragrafi denominati “questioni”, “strumenti”, “casi esemplari”, ognuno completato da una “scheda” monografica dedicata ad un urbanista o a un tema particolare.
La prima parte dell’opera è dedicata al periodo di formazione dell’urbanistica secondo caratteri autonomi, collocabile negli anni compresi tra il 1859 e il 1913. Il campo di applicazione di tale disciplina è costituito da un lato nel controllo dell’ampliamento della città, dall’altro nella sistemazione della città esistente, precisando una serie di strumenti analitici, progettuali, normativi, utilizzati in parte ancora oggi nella prassi urbanistica. Per le “questioni” vediamo allora il paragrafo dedicato a “La città industriale e la sua forma”, primo problema che la nascente urbanistica si trova ad affrontare con i villaggi operai, i primi piani di ampliamento e le città giardino, nonché schede biografiche dedicate a Jean-Baptiste André Godin, Ildefonso Cerdà, Ebenezer Howard ed Arturo Soria y Mata (pp.11-32); segue un intero paragrafo dedicato esclusivamente alle abitazioni, insistendo in particolare su quelle popolari e perciò sui piani per l’edilizia pubblica, con schede monografiche su Rud Eberstadt, Charles Booth, il London County Council ed Alessandro Schiavi (pp.33-51); poi viene affrontata la questione fondamentale della circolazione e del verde, con particolare accento posto sulle situazioni di Firenze, Milano e Vienna e schede su Eugène-Alfred Hénard e Jean-Claude Forestier (pp.52-66); segue l’analisi della questione dell’igiene con spazio dedicato alla costruzione della rete idrica, fognaria, dell’illuminazione pubblica e, per l’Italia, delle legislazioni di sanità e dei piani di risanamento, in seguito alla forte impressione suscita dall’epidemia di colera che colpì la penisola tra il 1884 ed il 1885, capace di portare a maturazione una serie di proposte che gli igienisti avanzavano da tempo, e scheda sulla città di Napoli (pp.67-77); chiude la trattazione delle principali “questioni” di questo periodo, un paragrafo dedicato alla percezione della città come oggetto estetico, concezione nata nella Vienna di fine Ottocento e poi diffusasi in Europa nei primi del Novecento grazie ad una serie di manuali di “arte urbana”, e una scheda su Camillo Sitte (p.78-88). Per quanto riguarda la parte degli “strumenti” riferiti a questa ripartizione cronologica, l’attenzione dell’autrice si focalizza dapprima sul contributo della legislazione e della pubblica amministrazione, con i primi problemi di rapporto tra urbanisti e funzionari, lo strumento dell’esproprio, le leggi urbanistiche generali all’inizio del Novecento, ed una scheda su Reinhard Baumeister (pp.91-103); quindi l’analisi si sposta sul regolamento edilizio e sulla zonizzazione con particolare riguardo al caso di Francoforte sul Meno e schede su Franz Adickes e Tony Garnier (pp.104-113); poi sulle diverse classificazioni di edifici, strade e giardini, sul piano regolatore e schede su Joseph Stübben e Raymond Unwin (pp.114-122) ed infine sulle analisi conoscitive della città, con schede su Patrick Geddes e Marcel Poëte (pp.123-130), nonché due brevi sintesi su istituti che hanno avuto tanta parte nel consolidamento della disciplina urbanistica in questa fase di definizione: si tratta del Town Planning Institute e della Societé française des architectes-urbanistes (pp.131-133). I “casi esemplari” individuati per questo periodo, sono costituiti dai famosi piani urbanistici di capitali quali Parigi, Vienna, Amsterdam, Berlino, con schede su Georges-Eugène Haussmann, Otto Wagner e Hendrik Petrus Berlage (pp.137-155).
La seconda parte si occupa degli anni tra le due guerre, quando assistiamo ad un consolidamento dei temi dell’urbanistica ed all’allargamento dell’oggetto di piano a un ambito extraurbano. Le “questioni” di tale periodo sono relative prima di tutto alla crescita della città, alle città-giardino, alla demolizione degli isolati insalubri, cercando di salvaguardare però il centro storico, con scheda su Gustavo Giovannoni (pp.163-176); poi il tema del decentramento, importante in questo periodo in cui l’urbanesimo si occupa anche di ciò che sta “fuori” della città, dunque anche delle città-satellite e delle bonifiche, con scheda dedicata a Henri Sellier (pp.177-187); quindi un paragrafo sull’edilizia residenziale pubblica, che getta uno sguardo particolare sui casi di Berlino, Vienna, Londra, con schede su Le Corbusier, Cornelius Van Esteren, Werner Hegemann (pp.188-209). Negli “strumenti” considerati per questo periodo figurano i paragrafi sulle legislazione, con analisi dei casi di Francia, Regno Unito, Italia (pp.213-218), e sul Piano regionale, di cui si evidenzia l’ampiezza, la coerenza e la novità rispetto ai precedenti piani urbani, che si presenta con la massima chiarezza nel Regno Unito, e dunque scheda monografica su Patrick Leslie Abercrombie (pp.219-224). I “casi esemplari” qui considerati sono relativi alle città coloniali, usate in questo periodo come terreno di sperimentazione (pp.227-233).
La terza parte del libro considera il periodo 1944-1970, come periodo uniformato alla fiducia nelle possibilità operative del progetto di intervento e alle speranze della seconda ricostruzione, dopo le distruzioni belliche. Le grandi “questioni” sono allora, innanzitutto, l’impresa collettiva della seconda ricostruzione, soprattutto in quelle aree particolarmente colpite dalla guerra: Londra, Rotterdam, le città tedesche ed italiane; la questione della ricostruzione dei centri storici, esattamente com’erano (ad esempio quello di Münster) o di totale rifacimento della città come “opere d’arte”, come per Lubecca, e scheda su Luigi Piccinato (pp.241-251). Segue un paragrafo sulle New Towns inglesi e, sul modello di queste, gli svolgimenti in Francia ed in Italia, sino alla programmazione della “città-regione” (pp.252-258), poi sull’importanza del quartiere come volto effettivo della ricostruzione in Europa, di cui sono passati in rassegna alcuni esempi (pp.259-270). Per gli “strumenti” vediamo i casi estremi dal punto di vista dell’accentramento, o al contrario del massimo decentramento delle scelte di piano, con la Francia e l’Olanda (pp.273-276), mentre si parla di nuove procedure per il “piano direttore”, programma quadro di trasformazione del territorio variamente declinato in tutta Europa (pp.277-281). “Casi esemplari” di questo periodo della storia dell’urbanistica sono le città dell’Umbria e la figura di riferimento della scheda monografica è Giovanni Astengo (pp.285-288).
La quarta parte dell’opera si occupa del periodo dagli anni Settanta in poi, evidenziando come temi emergenti quelli ambientali ed economici, alla ricerca di uno sviluppo sostenibile del territorio nel quale le aree industriali dismesse assumono un peso nuovo all’interno di un rinnovato rapporto con la città ed il suo territorio. Ecco allora, per le “questioni”, i paragrafi sui centri storici e sul tema dell’ecologia (pp.295-299). Per gli “strumenti”, si evidenzia la tendenza al decentramento legislativo delle decisioni e si scende nello specifico della situazione normativa italiana (pp.303-310). I “casi esemplari” sono qui rappresentati dalle situazioni di Berlino, che rappresenta un caso urbanistico unico per la sua distruzione (1945), successiva divisione (1961) e poi riunificazione (1989), e di Barcellona, in occasione delle Olimpiadi del 1992 (pp.313-321).
Il manuale si conclude con una bibliografia fondamentale che consente un primo approccio ai temi di cui tratta questo libro, ordinata secondo le quattro parti e i diversi paragrafi dello stesso. Segue un indice dei nomi.

Parole - chiave:CITTÀ, URBANISTICA, EUROPA SECC. XIX E XX, PIANO MUNICIPALE, EDILIZIA PUBBLICA, IGIENE, RICOSTRUZIONE.

UTILIZZAZIONE

Opera recente di Donatella Calabi, docente e studiosa di città e territorio, ha una destinazione specialistica verso i ricercatori del settore, che la rende troppo specifica per l’utilizzo da parte del docente di materie umanistiche nel preparare la didattica, ed inadatt all’uso diretto nelle classi. Benché scritto chiaramente, il manuale utilizza un linguaggio adeguato alla sua destinazione, perciò molto tecnico. Rinunciando a qualche tecnicismo, o spiegandolo nel testo, l’autrice avrebbe potuto contribuire ad allargare lo spettro di destinazione dell’opera.
La dotazione iconografica è notevole ed adeguata agli scopi del manuale.

Andrea Trapani (A043/A050)

Abstract 1 pdf: Storia dell'urbanistica europea.

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