Abstract di Massimiliano Bordini

Scheda
Autore: Alexander Mitscherlich
Titolo: La città del futuro
Editore: SugarCo
Luogo: Milano
Anno: 1979
Genere: Socio-urbanistica
Agomento: Urbanistica come stumento per una citta al servizio dei
reali bisogni dell'uomo.
Biblioteche: Di non facile reperibilità, è stato consultato presso la Biblioteca Estense Universitaria di Modena con inventario BU 82637 e collocazione U 95 13 47 ma si trova anche presso la Biblioteca Dip. di Architettura e Pianificazione Territoriale di Bologna con inv. V 4308 e coll. arc 301.36 MIT.

Abstract
Il testo si può dividere idealmente in due parti: nella prima vengono evidenziati i difetti delle grandi città contemporanee, nella seconda si propongono nuove soluzioni. La città è assolutamente incapace di crescere in modo armonioso con i suoi abitanti; secondo l'autore l'edilizia sociale riempie i vuoti tra un edifcio e l'altro, invade di costruzioni le oasi dei parchi e dei giardini, impedisce ai cittadini di intrattenere relazioni con i vicini. Mitscherlich muove una durissima critica a quelli che chiama empirici, i tecnici dell'urbanistica, considerandoli incapaci di prendersi cura dei bisogni umani; la forte immigrazione che ha interessato le grandi città negli ultimi anni deve essere pianificata: gli urbanisti devono possedere competenze tali da consentire una proiezione realistica dei bisogni delle persone che andranno ad abitare quei luoghi. La pianificazione urbanistica deve venire incontro alle esigenze di fondo delle singole fasce d'età degli abitanti, solo attraverso il soddisfacimento dei bisogni del bambino, dell'adolescente, dell'adulto e dell'anziano è possibile responsabilizzare gli individui verso le continue prestazioni che la società richiede. L'autore riflette poi sul fatto che gli empirici, architetti, urbanisti, non possono da soli ragiungere l'obiettivo di stabilire rapporti umani soddisfacenti attraverso la progettazione di spazi adeguati alle esigenze vitali, è necessario l'aiuto della sociologia per raggiungere lo scopo. Interessante mi sembra il concetto espresso nel paragrafo dedicato alla città come ambiente naturale:"All'immagine esterna della realtà corrisponde, impressa nella memoria, una nostra immagine interna, in altre parole noi interiorizziamo le nostre esperienze"1 ; muoversi in uno spazio ben conformato signifca relazionarsi in modo armonioso con gli altri, con le proprie esigenze ed i propri doveri.
Citando Mumford2 argomenta poi su due tipi di utopia urbanistica: quella di fuga che ha il carattere di difesa nei confronti dei conflitti sociali apparentemente irrisolvibili e, non ben distinta dalla prima, quella di ricostruzione che contiene l'idea di un ambiente più adeguato alla natura umana. Mitscherlich considera l'utopia urbanistica sincera ma pericolosa: “L'utopista è sempre pronto a conferire alla sua cosa-che-non-c'è-ancora il carattere di una panacea, mentre gli uomini - si pensi a quelli di Brooklyn o di Sao Paulo devono vivere sotto un'estrema, deformante costrizione all'adattamento: essi cioè sono costretti alla passività in vasti ambiti della loro vita spirituale, nei quali pure potrebbero avere autonome capacità di sviluppo"3; l'errore dei progettisti-pianificatori è quello di non attenersi alla realtà, di non tener conto della molteplicità dei compromessi nei quali viviamo imponendo un modello autoritario che poco ha a che vedere con i diretti interessati. Le città del futuro devono tenere in grande considerazione le conseguenze della sovrappopolazione, in particolare quella popolazione per la quale non è prevista, sostiene Mitscherlich, una collocazione sociale e che va in qualche maniera a detrimento dell'equilibrio della gente già presente sul territorio; il rischio in questo caso e il dispotismo orientale, quella condizione nella quale lo stato è più forte della società l'esecutivo risulta scarsamente democratico e la subordinazione e l'isolamento sono totali. L'uomo deve vivere in modo autentico, deve raggiungere la propria consapevolezza rendendosi autonomo dal comune sentire; la mancanza di strumenti e luoghi che aiutino lo sviluppo armonioso dell'uomo implica la formazione di un cattivo cittadino, un cittadino che non si occuperà volentieri degli impegni della politica, allontanandosi dalla sponda democratica del sociale. Per la città del futuro è auspicabile l'attivazione di una rete emozionale che catturi la fedeltà del cittadino; secondo l'autore è l'offerta di servizi, l'accoglienza di un ambiente urbano che lo rende emotivamente vicino al suo fruitore. Come sovvenzionare un'urbanistica a misura d'uomo? Diminuendo il bilancio militare; questa la tesi di Mitscherlich, professore a Francoforte in piena guerra fredda.

Parole chiave
Progettazione, Esigenze relazionali, Anonima pianifazione, Relazioni interpersonali, Dissoluzione, Utopie, Consapevolezza, Autentnicità, Disarmo, Uomo
Utilizzazione
Il linguaggio vira verso l'area socio-psicologica (l'autore era professore di psicologia a Francoforte) anche se si mantiene ad un livello medio di difficoltà.
Si nota sin da principio la rabbia nei confronti dell'urbanizzazione selvaggia, soprattutto americana, che si e allontanata viziosamente dai modelli di città precedenti, virtuosi anche se assolutamente da superare. L'autore sostiene infatti che ogni contesto necessita di una forma urbana differente e che è sbagliato ipotizzare il mantenimento o il ritorno a forma arcaiche: l'essenziale è tenere in massima considerazione i bisogni di chi le città le abita.

Bordini Massimiliano (A043/A050)

Abstract 1 pdf: La città del futuro

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