Abstracts di Sara Papazzoni

SCHEDA
Autori: Marconi Paolo, Fiore Francesco Paolo, Muratore Giorgio, Valeriani Enrico
Titolo: La città come forma simbolica. Studi sulla teoria dell’architettura nel rinascimento.
Editore: Bulzoni Editore, collana biblioteca di storia dell’arte
Sede: Roma
Anno: 1973
Genere: saggistica, pianificazione urbanistica e aspetti architettonici di una ipotetica città nel rinascimento.
Argomento: La scelta della forma di una città d’invenzione secondo i canoni religiosi, simbolici e filosofici del pensiero rinascimentale.
Biblioteche: Il volume è presente in sole tre biblioteche universitarie a Bologna: la Biblioteca del Dipartimento di Italianistica (inv. FMV 10927, coll. DEWEY AR I 0075), la Biblioteca del Dipartimento di Archeologia (inv. ARV 8702, coll. URB 447) e la Biblioteca Supino del Dipartimento delle Arti Visive (inv. NER 6782, coll. O 61 D A). Reperibile in due biblioteche dell’Emilia-Romagna, la Biblioteca Classense di Ravenna (inv. 165886, coll. DEWEY BU 0027)e la Biblioteca Manfrediana di Faenza (inv. 146971, coll.SI 00800514, per sola consultazione interna),

ABSTRACT
Il volume è diviso in quattro parti scritte da quattro autori diversi riguardanti il problema della forma della città o della cittadella nel rinascimento, problema posto e risolto dai teorici di architettura o da architetti intendendo per forma della città la sua rappresentazione planimetrica e la sua consistenza tridimensionale.
In particolare vengono prese in esame le città e le cittadelle come categorie confrontabili anche se considerate appartenenti a discipline diverse: alla storia dell’urbanistica le città, a quella dell’arte militare le cittadelle. La cultura figurativa rinascimentale trova in questo libro un suo spazio d’espressione poco indagato, ma estremamente interessante: città e cittadelle diventano “forme simboliche” tra le più pregnanti coniate dalla cultura italiana del ‘400 e del ‘500 e come tali vanno riscattate da un tipo di letteratura a metà divisa tra storici specialisti in arte militare e tra storici dell’urbanistica in chiave sociologica e moralistica.
Questo libro si propone quindi come obiettivo l’analisi della forma ottimale della città e della cittadella rinascimentali in Italia partendo dalla convinzione che in quell’epoca il disegno urbano rappresenti uno dei punti d’applicazione più impegnativi della cultura: una forma simbolica per eccellenza dell’idea rinascimentale del rapporto tra Dio, l’umana società e l’Uomo considerato come centro e metafora del Cosmo.
Il rinascimento è un momento storico che vede soprattutto in Italia il costituirsi delle Signorie e la razionalizzazione del sistema corporativo nell’ambito di un progetto di città organico a cui fa da supporto la metafora classica del “corpo sociale” che a livello di disegno si concretizza nell’immagine del Microcosmo antropomorfico.
La prima parte di Paolo Marconi è un rapido riepilogo di carattere storico del disegno urbano fino alle soglie del rinascimento prendendo in esame il problema dell’orientazione della città, “numeri” e “figure” (il tre e il quattro, il quadrato ed il cerchio) nella storia delle forme urbane classiche e medievali a confronto con le città orientali e mesopotamiche. Si passano poi in rassegna i teorici dell’architettura del rinascimento: Leon Battista Alberti, Filarete, Francesco di Giorgio e le loro rispettive concezioni di città, città “d’invenzione”, specchio di una cultura ed espressione di una ricca trattatistica del ‘400 e del ‘500. Analizzando la forma della città intendono il complesso dei connotati morfologici dell’agglomerato urbano: dal perimetro murario alla maglia viaria, dalla collocazione degli edifici principali all’impianto radiale o reticolare della città, tutto analizzato in chiave simbolica, secondo un rapporto tra uomo-Microcosmo e Macrocosmo di proporzionamento antropometrico, cioè collocando casa, tempio, città, territorio tenendo presente l’Uomo come centro e metafora ottimale del Cosmo. Vengono poi approfonditi gli studi vitruviani, insostituibile fonte per l’architettura occidentale e il principale manuale dei costruttori; il corpo umano diventa il parametro per valutare funzionalità, bellezza e struttura di ogni opera architettonica e le sei categorie da lui istituite: ordine, disposizione, armonia, proporzione, decoro, distribuzione vengono rigorosamente seguite nella progettazione di nuovi modelli urbani insieme alla cultura cosmografa medievale, ricca di arcaici significati astrologici e magici(la città cosmogramma e la cittadella come stella, figura privilegiata per una buona difesa). L’homo ad circulum e l’homo ad quadratum diventano gli ideogrammi regolatori del disegno della città secondo l’uomo vitruviano, l’uomo inserito in un cerchio e in un quadrato a mani e piedi allargati in cui il centro del corpo umano, l’ombelico, sarà occupato dalla piazza, la testa dal tempio sacro e le estremità saranno le strade per la circolazione.
Nella seconda parte di Francesco Paolo Fiore si analizza la cultura scientifica in formazione da Leonardo al Galilei: dal mondo delle idee alla diffusione del metodo razionale, dall’allegoria alle tecniche, fino alla totale dissoluzione della forma simbolica urbana. La nascita della scienza moderna favorisce l’ideazione di città-modello non più strutturate sulla concezione umanistica di città organismo, ma di città in cui la funzione difensiva e offensiva (città vista come accampamento militare e piazzaforte murata di possibile uso civile)diventa il criterio dominante da seguire secondo proporzioni geometriche e matematiche, questa risulterà essere la città “perfetta”. Nasce così la figura dell’ingegnere, tecnico versatile, pragmatico, matematico, figura centrale per il disegno urbano e per il nuovo compito delle scienze, fra teoria e tecnica, il razionalizzatore dei diversi apporti disciplinari di carattere scientifico. Il funzionalismo sostituisce quindi il simbolismo, le città si disantropomorfizzano. Il paragone città-corpo umano decade in favore di una ricerca esatta fondata su basi matematiche.
La terza parte di Giorgio Muratore pone l’accento sull’influsso di certo simbolismo esotico e orientale(ideologie religiose della penisola indiana e della catena indo-himalajana) sul repertorio manualistico dell’Alto Rinascimento. I trattati di urbanistica Hindu e l’iconografia mandalica specifica dell’estremo Oriente si riconoscono in forme come il labirinto, la cupola o l’orientamento, la quadripartizione, l’ornamentazione e la settorializzazione seguite nella impostazione della città secondo un inestricabile rapporto che lega insieme astrologia, simbolismo esoterico ed architettura. I trattati sanscriti invece riportano planimetrie urbane e schemi di insediamenti regolari secondo dieci punti riguardanti i problemi generali della fondazione della città: l’analisi del suolo, la scelta del sito, l’orientazione, la suddivisione del terreno in quartieri, i riti propiziatori, il piano dei villaggi e delle città, gli edifici ed i loro diversi livelli, gli ingressi alle vie principali, la costruzione dei templi e dei palazzi per la corte reale. Vengono poi prese in esame le diverse tipologie d’insediamento secondo figure archetipiche e simboliche con riferimenti cosmologici e cabalistici: la croce greca, la svastica, il quadrato, il cerchio, l’ottagono, la scacchiera ortogonale, la spirale e la griglia ottagonale, forme consigliate e di buon auspicio. Interessante notare come nei trattati orientali non intercorresse una differenza sostanziale tra il concetto di villaggio e quello di città o fortificazione.
La quarta parte di Enrico Valeriani riguarda alcuni trattati di architettura militare, una produzione manualistica di tipo specialistico e tecnico. L’armonia universale dell’Alberti e le immaginifiche ed esoteriche proposizioni del Filarete sono ormai dimenticate, ora ciò che conta è la tecnica, nell’accezione moderna di “neutralità”, la scienza della guerra applicata alla città. Segue quindi una sezione approfondita di trattati di architettura militare dal 1557 al 1597. La parte più ricca e importante del volume riguarda l’apparato iconografico, diviso secondo le quattro sezioni affrontate, denso di immagini, disegni, figure, illustrazioni, tavole, repertorio indispensabile ed esemplificativo a supporto delle teorie espresse nel testo. Fondamentale anche il rapporto ed il confronto con lo sterminato repertorio iconografico di provenienza estremo-orientale per precisare il metodo interpretativo della “forma della città”.

Parole-chiave: ARCHITETTURA, CERCHIO, CITTA’, CITTADELLA, COSMO, FORMA, ORIENTAZIONE, ORIENTE, QUADRATO, RINASCIMENTO, SIMBOLO, UOMO.

UTILIZZAZIONE
L’opera utilizza un registro linguistico difficile, una sintassi articolata e complessa ed un lessico specifico, ricco di tecnicismi fruibili solo dagli “addetti ai lavori”, esperti in materia di storia della filosofia e dell’architettura, i cui capisaldi e autori non vengono illustrati nella speranza che sia già un prerequisito del lettore. L’opera ha come destinatari per lo più studenti o ricercatori universitari nell’ambito dell’architettura e della storia dell’arte. Il lettore deve spesso intraprendere ulteriori ricerche in libri o siti internet riguardanti la simbologia o la cultura orientale . Questo testo, utile come si è detto per ricerche universitarie, non si rivela affatto adatto ad un uso scolastico, per la parte teorica che mette in campo, dandoli per scontati molti assunti del pensiero filosofico e religioso del rinascimento e delle influenze orientali ad esso collegate, acquisite in un lungo percorso di studi e di approfondimenti personali.

Sara Papazzoni (A043-A050)

Abstract 1 pdf: La città come forma simbolica.

Unless otherwise stated, the content of this page is licensed under Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 License